:: Capitolo III - La tomba nella foresta ::
Alba. Primi raggi di luce illuminano Eternal City. Come ogni mattina Luminaria deve raggiungere la sede di lavoro: La locanda di Jef. Una velocissima colazione quella della ragazzina, a casa sua dormono tutti. Il fratello è ancora sotto le coperte che dorme beato; come del resto sua madre. Il fratello ha su gli undici anni, non essendo una famiglia benestante quella di Luminaria, è costretta a vivere in una baracca che a malapena si regge in piedi. Posta in un punto sperduto della immensa città. La loro fortuna è stato il lavoro che Luminaria ha trovato, si arraggiando come meglio possono. La ragazza raggiunge in perfetto orario la locanda. Come ogni mattina ospita molte persone che provengono da più punti del mondo, la maggior parte sono ricchi mercanti che cercano fortuna. Sicuramente abili e molto ricchi, non è facile entrare in città anche perchè il sindaco della città ha stipulato un regolamento sulla mercanzia che deve raggiungere la città. I più ricchi usano delle Aeronavi che raggiungono l'aerodromo della città. Il traffico aereo è molto presente nell'Impero e la sicurezza è a livelli altissimi, La ragazza come sempre deve servire i clienti al bancone. Raramente nella locanda avvengono delle risse, se dovesse succedere interverrebbero subito le guardie che costantemente pattugliano le strade principali della città, lasciando libere e preda di atti selvaggi quelle perifercihe. Il tasso di furti si è abbassato drasticamente negli ultimi anni. La pena del furto è la prigionia eterna nelle segrete del Palazzo Reale. "Come al solito ottimo tempismo Luminaria!" Esclama Jef mentre serve due gentiluomini ad un tavolo. La ragazza risponde con un dolce sorriso mentre si lega i bruni capelli prima di iniziare a pulire il bancone che come sempre non riesce a stare pulito più di una manciata di secondi. Intanto nella locanda entrano un paio di persone che subito prendono posto a uno dei tanti tavoli vuoti. La mattinata vola come sempre, ma per i due ragazzi che vagano ancora nella foresta non proprio così. Stanchi, sporchi e senza speranze si spingono sempre di più al confine ma loro non ne sono a conoscenza, stanno finalmente per uscirne ma la strada è ancora lunga e faticosa. Fortunatamente stanno seguendo il fiume che si stacca dal lago. hanno acqua e possono rinfrescarsi.Le loro camminata si interrompe ancora una volta a metà giornata, stanchi come sempre si riposano un pò in una piccola radura. Ad un tratto la loro attenzione viene catturata da un rumore, simile a quello di un aereo. Alzano la testa, ma come primo impatto non notano niente di strano, subito dopo un'aeronave di media dimensioni sfreggia sulla foresta lasciando una leggera scia di fumo bianco. "L'ahi visto!" Esclama Antonio vedendo passare quella specie di aereo. "Certamente ..." Dice tranquillo Marco pieno di stupore come del resto l'altro ragazzo. "Sta andando da quella parte forza!!" Alza la voce Antonio mentre si alza di scatto e incomincia a correre verso verso la direzione presa dall'aeronave. Salta ogni ostacolo, piccoli sassi, scansa alcuni rami sporgenti, quelli che può. Un paio di essi si impigliamo alla maglietta e gliela strappano un pò, questo lo fa rallentare; appena i rumore non è più udibile il ragazzo si ferma di colpo. Affaticato per la lunga corsa che ha fatto, nonostante è stanco per la lunga camminata. Si mantiene con la mano ad un albero e con l'affanno, disperato dice. Non lo avrebbe sentito nessuno a parte Marco che non lo ha mollato per un minuto. Ha cercato di stare al passo, di affiancarlo ma Antonio ha dato uno scatto maggiore e Marco è satto costretto a seguirlo alla cieca. "Dannazione! che diavolo ci facciamo qui ...Spiegamelo!" Marco non sa che cosa rispondere alle parola del ragazzo. Lo vede mentre cerca di riprendere fiato. Da buon amico che è gli mette una mano sulla spalla, Antonio come reagione al gesto alza la testa, sporca, sono giorni che non fanno altro che camminare. "Stai tranquillo, cercheremo di capire in che posto siamo finiti ma se ci facciamo prendere dalle decisioni avventate finiremo per ridurci a stracci ..." Non risponde Antonio, annuisce solo con la testa e si siede a terra mettendosi le mani tra i capelli. Marco cerca di non mostrare la sua preoccupazione e cerca piuttosto di far ragionare il suo amico, oramai sono giorni che loconosce e lo può pu definire amico. Ma non sanno che loro hanno già un'amicizia fondata ... Difficile da capire, ma per adesso le verità rimangono nascoste nell'ombra. Passano altre ore, sempre cammino, sempre e solo cammino non hanno visto altro che piante e piante. "Devo dire che il verde prima era un colore che mi piaceva ..." Dice Marco per ingannare il tempo, "E adesso?" Risponde Antonio abbozzando un sorriso. "... lo odio" Risponde secco Marco, il suo compagno di viaggio scoppia in una risata, la prima in tutto questo tempo, che coinvolge anche Marco. Ad un tratto Marco nota qualcosa che sbuca dal tererno, una grande pietra, larga e ricoperta da erbe. "Guarda ..." Indica la pietra con la mano destra "Bhe ... E' una pietra ..." Continua Antonio che alza il passo per raggiungerla e scrutarla meglio ... Sposta qualche foglia e intravede delle scritte scavate sulla pietra. "Anzi no, non è una pietra .... E' più che altro una ... Una ... Una stele" Dice mettendosi le mani ai fianchi e assumendo una smorfia interrogativa sul volto. "Mhm ... Vediamo un pò .." Escalma Marco che si piega per leggere, almeno per capire quello che c'è scritto su. "Non riesco a decifrare ...." Antonio alza un sopracciglio e con sguardo interrogativo risponde al ragazzo. "Da quand'è che ti metti a decifrare le scritte sulle pietre ..." intanto si siede appoggiando la schiena ad un tronco mezzo rotto. "Sono programmatore ... So qualche codice" Il ragazzo seduto ride ancora, di gusto stavolta. "E cosa dovrebbe centrare adesso? Non serve mica ..." Risponde, Marco non ribadisce, ma dopo qualche minuto afferma con decisione. "E' una tomba ... Ciò che su non è: né italiano né tanto meno altra lingua che è mai stata conosciuta ..." Dice mentre si alza e osserva la stele, Antonio lo affianca e incuriosito risponde osservando la stele. Fare misterioso il suo. " ... Forse non siamo più nel nostro mondo ..." Marco non lo guarda, anche il suo sguardo si fa misterioso. "Questo è poco ma sicuro ..." Dice infine mentre Antonio è intento a toccare la superficie della stele, ad un tratto essa incomincia a tremare e pian piano viene inghiottita dal tereno, Un gran polverone si alza, i ragazzi a malapena vedono. una volta che tutto è cessato la stele non c'è più ... Ma ha lasciato posto a una piccolla voragine, delle scale di pietra scendono fino alle profondità della terra ... "Scendiamo?" Dice Antonio verso Marco, lui subito ride e allungando la mano verso l'entrata dice. "Prima le donne!" Non si aspetta tale battuta il ragazzo che sta allo scherzo e ride e poi puntandoli il dito contro gli fa. "Tu hai paura di scendere per primo ... Te lo leggo negli occhi!" Dice il ragazzo verso Marco, lui annuisce falso e lo spinge piano ... Intanto ignari di cosa ci fosse la sotto pina piano scendono ... Tranquilli ma agitati ...
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