Crystal Chronicles

Questo Blog è dedicato interamente alla Storia fantasy che sto creando. Aggiornamenti giorno per giorno, novità e news. Catapultatevi in questa fatastica avventura ricca di colpi di scena e di viaggi fantastici in un mondo ribelle e popolato da strane creature ... Per tutti gli appassionati del Gioco di Ruolo sarà dedicato un piccolo spazio anche a questo mondo. A Presto!!
lunedì, 27 agosto 2007

Capitolo III

:: Capitolo III - La tomba nella foresta ::

Alba. Primi raggi di luce illuminano Eternal City. Come ogni mattina Luminaria deve raggiungere la sede di lavoro: La locanda di Jef. Una velocissima colazione quella della ragazzina, a casa sua dormono tutti. Il fratello è ancora sotto le coperte che dorme beato; come del resto sua madre. Il fratello ha su gli undici anni, non essendo una famiglia benestante quella di Luminaria, è costretta a vivere in una baracca che a malapena si regge in piedi. Posta in un punto sperduto della immensa città. La loro fortuna è stato il lavoro che Luminaria ha trovato, si arraggiando come meglio possono. La ragazza raggiunge in perfetto orario la locanda. Come ogni mattina ospita molte persone che provengono da più punti del mondo, la maggior parte sono ricchi mercanti che cercano fortuna. Sicuramente abili e molto ricchi, non è facile entrare in città anche perchè il sindaco della città ha stipulato un regolamento sulla mercanzia che deve raggiungere la città. I più ricchi usano delle Aeronavi che raggiungono l'aerodromo della città. Il traffico aereo è molto presente nell'Impero e la sicurezza è a livelli altissimi, La ragazza come sempre deve servire i clienti al bancone. Raramente nella locanda avvengono delle risse, se dovesse succedere interverrebbero subito le guardie che costantemente pattugliano le strade principali della città, lasciando libere e preda di atti selvaggi quelle perifercihe. Il tasso di furti si è abbassato drasticamente negli ultimi anni. La pena del furto è la prigionia eterna nelle segrete del Palazzo Reale. "Come al solito ottimo tempismo Luminaria!" Esclama Jef mentre serve due gentiluomini ad un tavolo. La ragazza risponde con un dolce sorriso mentre si lega i bruni capelli prima di iniziare a pulire il bancone che come sempre non riesce a stare pulito più di una manciata di secondi. Intanto nella locanda entrano un paio di persone che subito prendono posto a uno dei tanti tavoli vuoti. La mattinata vola come sempre, ma per i due ragazzi che vagano ancora nella foresta non proprio così. Stanchi, sporchi e senza speranze si spingono sempre di più al confine ma loro non ne sono a conoscenza, stanno finalmente per uscirne ma la strada è ancora lunga e faticosa. Fortunatamente stanno seguendo il fiume che si stacca dal lago. hanno acqua e possono rinfrescarsi.Le loro camminata si interrompe ancora una volta a metà giornata, stanchi come sempre si riposano un pò in una piccola radura. Ad un tratto la loro attenzione viene catturata da un rumore, simile a quello di un aereo. Alzano la testa, ma come primo impatto non notano niente di strano, subito dopo un'aeronave di media dimensioni sfreggia sulla foresta lasciando una leggera scia di fumo bianco. "L'ahi visto!" Esclama Antonio vedendo passare quella specie di aereo. "Certamente ..." Dice tranquillo Marco pieno di stupore come del resto l'altro ragazzo. "Sta andando da quella parte forza!!" Alza la voce Antonio mentre si alza di scatto e incomincia a correre verso verso la direzione presa dall'aeronave. Salta ogni ostacolo, piccoli sassi, scansa alcuni rami sporgenti, quelli che può. Un paio di essi si impigliamo alla maglietta e gliela strappano un pò, questo lo fa rallentare; appena i rumore non è più udibile il ragazzo si ferma di colpo. Affaticato per la lunga corsa che ha fatto,  nonostante è stanco per la lunga camminata. Si mantiene con la mano ad un albero e con l'affanno, disperato dice. Non lo avrebbe sentito nessuno a parte Marco che non lo ha mollato per un minuto. Ha cercato di stare al passo, di affiancarlo ma Antonio ha dato uno scatto maggiore e Marco è satto costretto a seguirlo alla cieca. "Dannazione! che diavolo ci facciamo qui ...Spiegamelo!" Marco non sa che cosa rispondere alle parola del ragazzo. Lo vede mentre cerca di riprendere fiato. Da buon amico che è gli mette una mano sulla spalla, Antonio come reagione al gesto alza la testa, sporca, sono giorni che non fanno altro che camminare. "Stai tranquillo, cercheremo di capire in che posto siamo finiti ma se ci facciamo prendere dalle decisioni avventate finiremo per ridurci a stracci ..." Non risponde Antonio, annuisce solo con la testa e si siede a terra mettendosi le mani tra i capelli. Marco cerca di non mostrare la sua preoccupazione e cerca piuttosto di far ragionare il suo amico, oramai sono giorni che loconosce e lo può pu definire amico. Ma non sanno che loro hanno già un'amicizia fondata ... Difficile da capire, ma per adesso le verità rimangono nascoste nell'ombra. Passano altre ore, sempre cammino, sempre e solo cammino non hanno visto altro che piante e piante. "Devo dire che il verde prima era un colore che mi piaceva ..." Dice Marco per ingannare il tempo, "E adesso?" Risponde Antonio abbozzando un sorriso. "... lo odio" Risponde secco Marco, il suo compagno di viaggio scoppia in una risata, la prima in tutto questo tempo, che coinvolge anche Marco. Ad un tratto Marco nota qualcosa che sbuca dal tererno, una grande pietra, larga e ricoperta da erbe. "Guarda ..." Indica la pietra con la mano destra "Bhe ... E' una pietra ..." Continua Antonio che alza il passo per raggiungerla e scrutarla meglio ... Sposta qualche foglia e intravede delle scritte scavate sulla pietra. "Anzi no, non è una pietra .... E' più che altro una ... Una ... Una stele" Dice mettendosi le mani ai fianchi e assumendo una smorfia interrogativa sul volto. "Mhm ... Vediamo un pò .." Escalma Marco che si piega per leggere, almeno per capire quello che c'è scritto su. "Non riesco a decifrare ...." Antonio alza un sopracciglio e con sguardo interrogativo risponde al ragazzo. "Da quand'è che ti metti a decifrare le scritte sulle pietre ..." intanto si siede appoggiando la schiena ad un tronco mezzo rotto. "Sono programmatore ... So qualche codice" Il ragazzo seduto ride ancora, di gusto stavolta. "E cosa dovrebbe centrare adesso? Non serve mica ..." Risponde, Marco non ribadisce, ma dopo qualche minuto afferma con decisione. "E' una tomba ... Ciò che su non è: né italiano né tanto meno altra lingua che è mai stata conosciuta ..." Dice mentre si alza e osserva la stele, Antonio lo affianca e incuriosito risponde osservando la stele. Fare misterioso il suo. " ... Forse non siamo più nel nostro mondo ..." Marco non lo guarda, anche il suo sguardo si fa misterioso. "Questo è poco ma sicuro ..." Dice infine mentre Antonio è intento a toccare la superficie della stele, ad un tratto essa incomincia a tremare e pian piano viene inghiottita dal tereno, Un gran polverone si alza, i ragazzi a malapena vedono. una volta che tutto è cessato la stele non c'è più ... Ma ha lasciato posto a una piccolla voragine, delle scale di pietra scendono fino alle profondità della terra ... "Scendiamo?" Dice Antonio verso Marco, lui subito ride e allungando la mano verso l'entrata dice. "Prima le donne!" Non si aspetta tale battuta il ragazzo che sta allo scherzo e ride e poi puntandoli il dito contro gli fa. "Tu hai paura di scendere per primo ... Te lo leggo negli occhi!" Dice il ragazzo verso Marco, lui annuisce falso e lo spinge piano ... Intanto ignari di cosa ci fosse la sotto pina piano scendono ... Tranquilli ma agitati ...

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sabato, 25 agosto 2007

Capitolo II

:: Capitolo II - Un giorno nel nuovo Mondo ::

I raggi filtrano come sempre tra le fessure create dalle voglie, un colore tendente a lo smeraldo, come il giorno precedente un luminoso sole abbaglia la radura. Antonio si stropiccia gli occhi, appoggiato ad un tronco mentre aspetta che Marco finisca di bere, avevano trovato un ruscello e si stavano rinfrescando un pò. Ad occhio e croce potevano essere le undici di mattina, faceva caldo, nostante nel loro mondo è inverno. indossano delle magliette a maniche lunghe, Marco dopo essersi rinfrescato con l'acqua del ruscello prende a far salire le maniche della sua maglietta su per le braccia. Cloud ogni tanto sbuffa per il caldo. Finito il tutto riprendono la loro camminata verso l'ignoto ... Incuranti dei pericoli della foresta che ogni minuti che gli si camminava dentro diventava sempre più fitta e buia a causa degli alberi che  erano sempre più alti e fitti. "Sono ore che camminiamo senza una meta precisa ..." Proferisce Antonio mentre si asciuga il sudore che cola dalla fronte e riga il viso del giovane ragazzo. "Hai ragione, ma non ho idea di dove siamo e tanto meno il perchè di essere qui ..." Risponde giustamente Marco al dire del ragazzo affianco a lui. Intanto nella città di Eternal City nella piazza principale una grande folla è presente e un vociare rumoroso e senza senso si alza dalla miriade di persone. Aspettano qualcosa o qualcuno, non sono prorpio così tranquille, qualcosa non andava nella maestosa città. Davanti alla piazza c'è una fontana e swubito dietro una grande porta, chiusa, due guardie armate di lance rimancono immobili alle estremità. fa caldo anche nella città ... Povere guardie, con quelle loro armature, soffrivano come non mai. Purtroppo è loro lavoro. la grande porta dietro di loro è immensa, sulle due maestose ante sono presenti dei disegni raffiguranti scene di guerra e scene di vita quotidiana. Al centro c'è un disegno, un bassorilievo, come del resto anche le altre figure sulla porta, un cristallo, che viene adorato da tante persone. "Una bella rappresentazione ... Non c'è che dire ..." Queste le parole del Generale Kyliar, Comandante della II legione D'Attacco Volante ovvero chiamata: Flotta Alexander. Un gruppo che comprende più di centocinquanta Aeronavi dedicate interamente alla difensiva della città di Eternal City. "Sono stati i nostri predecessori a crearla, è il simbolo della nostra città e noi ne siamo devoti!"  Arabaldo Arbys, Vice-Sindaco di Eternal City, incaricato di mostrar la città al Comandante "Alexander". Entrambi sono scortati dalle guardie della città. Il giro è appena incominciato. La folla acclama il Generale come se fosse un Dio sceso sulla terra. Ma non tutti condividono questo, tra la folla ci sono due ragazzi più o meno sui diciassette, sedici anni. "Credono davvero che sia dalla nostra parte ... Odio gli Imperiali!" Un ragazzo dai capelli grigi, argentei più che altro, corti e un pò spettinati. Nella mano destra mantiene una specie di chitarra, piccola e di un marroncino chiarissimo. il vestito è bianco, dietro di se un rosso mantello luccicante, affiancato da una giovane ragazza, anche lei ha più o meno la sua età. Gli fa cenno di non gridare per paura che qualcuno lo possa sentire ma nella confusone sarebbe stato difficile. "Rubin non gridare ... Se ci sentono possiamo finire nei guai!!" Ribadisce l'amica afferrandoli il braccio e cercando di attirare la sua attenzione. "Lumin stai buona!" Ribadisce Rubin scocciato; lei si chiama Lumin o almeno è il nome accorciato di Luminaria Bridax. Amica del ragazzo. Entrambi odiano gli Imperiali, i motivi? Tantissimi ... L'arrivo degli Imperiali ancora una volta a Eternal City ha fatto alzare un gran polverone. La maggior parte degli abitanti di Eternal City, quasi tutti, ammirano le gesta di codesti "paladini" ma ovviamente gli Imperiali mostrano solo quello che vogliono far vedere di loro. Poche sono le persone che spirano contro di loro ma ogni movimento Anti - Imperiali è stato assediato fino a farlo scomparire ... Le speranze di coloro che sono contro si vanno via via a spegnersi. "Lù torniamo alla locanda, questa storia mi ha giù irritato abbastanza" Continua Rubin verso Liminaria mentre cerca di creare un varco tra la folla per uscire dalla piazza. "Ci possiamo fermare un attimo non c'è la faccio più ..." Dice Antonio verso Marco che conduce il duo in avanscoperta ... "Ok, però assilli eh!" Dice scherzando il ragazzo mentre raggiungono un punto illuminato e abastanza libero da arbusti e petre, adatto per fermarsi. "Ok, qui va bene ... Facciamo una pausa ..." Dice Marco mentre si getta sull'erba, si siede per riposare. Stanchi, come non mai, non avevano mai fatto una camminata più lunga di questa. Marco sbuffa per il caldo e per il sudore che lo rende appiccicosa. Come quando ha le mani piene di colla, Marco fa una faccia schifata e cerca di tutto pur di togliersi di quella senzasione schifosa di dosso. "Che schifo!" Commenta a voce alta il ragazzo mentre nota Antonio girovagare attorno a una pietra. "Che fai?" Chiede il ragazzo mentre appoggia le mani sull'erba fresca. "Cerco di sedermi su!" Risponde Antonio ... "Ok ..." Guarda in un modo strano il ragazzo e poi si stende sull'erba chiudendo gli occhi e respirando tranquillo ....

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venerdì, 24 agosto 2007

Prologo più Capitolo I

:: Prologo ::

Siamo ai giorni nostri, 2007 appena inziato che si mostra con un'inverno diverso da gli altri. E' un pomeriggio come gli altri. I nostri protagonisti come da copione svolgono le loro attività al pc, c'è chi gira su forum, chi ruola, chi gioca su Lineage e chi fa i compiti. Siamo a casa di Cloud, uno dei due protagonisti ... il ragazzo accende il pc dopo aver studiato e la prima cosa che fà e contatare il suo amico. Girando tra i contatti nota quello di Markz88 in linea e lo chiama. Passano ore e ore parlando su skype scherzando come fanno di solito. arriva l'ora di mangiare e entrambi si allontano ma non sanno che un virus ancora sconosciuto ha appena infettato il loro pc. Finita la cena come da manuale si rincontrano scherzano fino a tarda notta e poi succede qualcosa di strano, il pc di Markz incomincia a dare i numeri. Infatti si apre una finestra stile Dos con una serie di caratteri alfanumerici, alla fine tutto si rivela con un nome AlterEgo. Riavva avvisando il compagno che era intento a controllare sul web le novità su alcuni giochi. Due appassioanti non c'è che dire. Una volta riavviato il pc continuano a parlare fino al momento di andare a dormire. Il giorno dopo tutti vanno a scuola, il pomeriggio Cloud accende il pc e appena carica il tutto chiama Markz e stavolta c'è anche Gianmarco, un'altro loro amico entrambi amanti del GDR. Si divertono come al solito e la cosa ricapita a Cloud, gli esce la stessa finestra che è apparsa a Markz senza dire niente riavvia. Una volta finito tutto ritorna come prima, come se non fosse successo niente. Chiama Markz e avvisa Cloud della release di Crystal Dreams, finalmente l'engine per creare MMORPG che è stato in lavorazione per molto tempo è pronto. La sera Markz mette il tutto sul forum, Cloud scarica e inizia a smanettare insieme a Markz ma ad un certo punto i ragazzi si ritrovano davanti una schermata nera e ad un tratto un flash abbaglia i ragazzi e ricompare la stessa parola AlterEgo. I ragazzi si stropicciano gli occhi ma al posto di trovarsi nella loro stanza con davanti il loro computer...bhe...un mondo totalmente diverso...chissà cosa succederà adesso a Cloud e a Marzk dove sono finiti e che cosa è veramente Crystal dreams?

:: Capitolo I - L'inizio di una vera amicizia ::

Un sole in alto nel cielo illumina la radura. Decisamente un'aria fresca, una mattinata soleggiata non c'è che dire. Non sisa per mani di cosa o di cosa fosse apparsa quella scritta. Un piccolo giramento di testa per il primo ragazzo che finalmente riesce a svegliarsi. Alto ben slanciato, muscoli evidenti, un'orecchino luccica al lobo sinistro, si gratta la testa confuso ... Non è facile capire o forse non si vuole capire, stanco? un pochino. Indossa una maglietta scura, con su in disegno, dei jeans chiari e una cinta ... Tornato da qualche festa? Probabile. Si siede ai piedi di un albero mettendosi le mani fra i capelli. Poco distante da lui un'altro ragazzo, steso a terra pareva che dormisse. Non vuole andare a svegliarlo, non avrebbe il motivo, non lo conosce, lo scruta dalla postazione cui è posto, seduto per l'esattezza ... Ginocchia alte, dovoe appoggiare le braccia. Continua  scrutare il ragazzo steso a terra, pare una statua ... passano alcuni minuti, non riesce a capire. il ragazzo steso muove le dita della mano destra, vivo ... per fortuna, come se fossero caduti da una scala o da qualcosa di più alto. Uno di loro si chiama marco, il ragazzo sveglio ..che tranquillo se ne sta all'ombra della verde chioma dell'albero. pronuncia qualcosa tranquillo "Tutto ok?" L'altro ragazzo a malapena si regge, nostante sia seduto, le braccia sono molli, auna di esse ci sono dei bracciali ... Schiarendosi prima la voce il secondo ragazzo dice qualcosa indirezione della voce. "Diciamo ..." Cerca di alzarsi piano, quado finalmente riescì ad alzarsi si spolverà la maglietta bluastra e si toccò le tasche, cercava sicuramente qualcosa. Putroppo fa la sua ricerca non va a buon fine e coclude con una smorfia, poi si porta le mani dietro la schiena, forse per la botta presa per quella mistica caduta. Il ragazzo appena sveglio ha più o meno sui quindici, sedici anni ... Bruno, capelli ribelli e un'aria tranquilla ... Il suo nome ... Antonio per alcuni Antonello. Marco alza la testa verso il ragazzo istintivamente alza la mano davanti alla faccia parando un raggio di sole, poi rivolto con un tono amichevole dice: "Non hai una bella cera" Sorride verso di lui "Io sono Marco, piacere ..." Antonio si guarda in torno cercando di capire dove fossero, sente la presentazione del ragazzo ma lui continua a guardarsi intorno ... Alla fine decide di dire qualcosa verso il ragazzo seduto: "Dove sono?" Marco corregge la sua domanda "Dove siamo? Vorresti dire, sono nelle tue stesse condizioni ..." Dice Marco verso Antonio, si gratta la testa il ragazzo che si è appena svegliato e poi continua: "Già ..." Inarca un sopracciglio rivolgendosi alla fitta foresta che vede difronte. Un attimo di silenzio, cinquettiii di uccelli e picole volate di vento contribuiscono a rendere l'aria decisamente leggera e soave. "Io sono Antonio ... Piacere" Finalmente si presebta il ragazzo che adesso nota alla mano un bracciale mancante, subito gli occhi squizzano a terra, sull'erba, per cercarlo. Niente ... Ricerca fallita ... Marco si alza e fa qualche passetto nella radura, tocca il tronco degli alberi e scruta la zona con fare interrogativo e poi esclama: "Siamo in una foresta!" Risponde il ragazzo sentendo la sua esclamazione, mentre gli occhi continuano a cercare tra l'erbetta vispa della radura. "Me ne sono accorto, e che facciamo adesso?" Dice il ragazzo mentre si sede a terra sbuffando per l'esito della ricerca: Negativo ancora una volta. Marco risponde mentre raggiunge il ragazzo, allunga la mano verso di lui, un aiuto ad alzarsi? che cosa vorrà? "Forza, vediamo qui intorno cosa c'è" Antonio non afferra la mano, sbuffando prefeisce alzarsi tranquillo e poi dice giustamente, ribattendo ciò che Marco ha appena detto: "E credi che venga con te? Cioè, non so chi sei, non so dove sono e mi dici anche di girare con te? Se veramente sei nelle mie stesse condizioni non sei soaventato? O almeno sorpreso ..." Dice il ragazzo gesticolando e indacando la radura, marco secco risponde: "Non metto in dubbio questo ... Ma credo che rimanere qui andrebbe contro di noi ..." Ribatte Antonio dopo qualche secondi di silenzio "Certo, non ho intenzione di rimanere qui ..." Allunga la mano verso quello che dovrebbe sembrare un sentiero e poi con fare divertito dice: "Prego ..." Sorrisino da parte di Marco che avanza per il sentiero. Che posto strano e allo stesso tempo incredibile. Tra lo stupore dei due ragazzi c'è anche il timore che cresce sia per il posto dove si trovano ma anche reciprocramente. Antonio di Marco non si fida. Lo conosce da poco, una manciata di minuti è un pò spaventato visto che da un momento all'altro si è trovato in due posti diferenti. Entrambi non si fanno domande per paura di non trovare risposte. Passano più di trenta minuti e Antonio escalma, non ha parlato molto. "Ci siamo persi" Marc si ferma di colpo e scruta la zona girando si su se stesso "Caro amico e compagno mi sembra proprio di si ..."  Un risata fatta a posta da parte di Antonio e poi dice: "Avevo già immaginato questa scena"  Antonio si siede su un tronco tagkliatoe steso a terra e si gratta aggiusta i capelli e attende una risposta da parte di Marco ... E' stato lui a dire di girare è meglio che si faccia venire subito un'altr idea. Intanto Marco cerca di ritrovare la strada per ritornare almeno nella radura ma purtroppo è tutto uguale, si, si sono veramente persi ... Inatnto un leggero rumore cattura l'attenzione di Antonio che è intento a stare tranquillo sul tronco steso per terra. "Senti questo rumore?!" Domanda a Marco che risponde scuotendo la testa, Antonio si alza in piedi e dice, non prorpio sicuro della sua affermazione. "C'è acqua nei paraggi! lo sento" Dice mentre incomincia a prendere velocità e iniziando ad addentrarsi per la boscaglia. il rumore si fa sempre più vicino. Marco è rimasto indietro, non ha dato lo scatto per correre come ha fatto, pochi attimi prima di parlare, Antonio. scosta qualche ramo il ragazzo bruno, il rumore è udible e anche rumoroso. Appena scosta l'ultimo ramo una immensa castaca si getta in un lago più o meno grande, Qualche pietra affiora dalla parete della castata. Un'acqua limpida e luccicante, i colpi di luce risaltano la trasparenza dell'acqua. I ragazzi sono incantati, si sarebbero aspettati tutto ma questo no, questa cosa di vedere una cascata immensa a centro metri da loro gli fa venire la pelle d'oca. Nessuno dei due fiatam uno affianco all'altro. Due statue, una forte folata di vento gli avrebbe fatti cadere per quanto sono rimasti colpiti dalla bellezza di essa. Un arcobaleno nasceva dall'inizio della cascata e si butta finendo nel lago, come nel creare uno scivolo immaginario formato da mille colori ... "uao .." Esclama Marco reggendosi al tronco di un albero e Antonio contribuisce dicendo: "L'hai detto amico ... L'hai detto ..." Stupore al massimo e brividi che percorrono la schiena arrivando al collo. Due statue davvero ... Davanti a quello spettacolo. Contemporaneamente a ciò che i ragazzi stanno assistendo in un immenso palazzo cui la stanza più alta si affaccia su una città alquando sofisticata, una persona, alta, completamente coperta da quello che dovrebbe essere un mantello, incappucciata, seduto su una grande sedia. Difronte un grande tavolo cui è presente un ologramma del mondo. Una lucetta rossa, anzi due, lampeggiano in un punto preiso di una grande penisola ... Nessun'altro nella grande sala. Le mani afferrano la punta dei braccioli della sedia, le stringono con una presa d'odio. "Infine ..." E' solo quello che viene prouncinato da questa figura nera, completamente nascosta dal mantello e dal nero cappuccio ... Silenzio dopo ... Intanto nei sobborghi della città, in un quartiere di periferia un gruppo di ragazzi è posto ad un angolo di un viale ... Piove nella città ... Le illuminazioni dei negozi vanno ad alternanza, cali di corrente. Macchine che schizzano sui marciapiedi ogni qual volta passano sulle pozzanghere ... Silenzio nella città ...Silenzio.

Cloud

 

Sono graditi commenti e critiche grazie in aticipo per coloro che hanno letto o che leggeranno ^_^

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